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NewsFondazione Paoletti e il CNR per un'indagine sulle proteine dell'apprendimento
1/2/2012
News

Fondazione Patrizio Paoletti avvia una collaborazione con l’ “Istituto di biologia e patologia molecolari” (IBPM) del CNR, presso l’Università La Sapienza di Roma.

L’ipotesi di partenza del protocollo di ricerca è che la "Tecnica di Base del Quadrato" (Quadrato Motor Training" - QMT), una tecnica di motor training messa a punto nei laboratori dell’istituto di ricerca neuroscientifica della Fondazione Patrizio Paoletti, sia in grado di indurre delle variazioni in determinate proteine coinvolte nell’apprendimento, nella memoria e nella resistenza dei neuroni allo stress ossidativo.

Il protocollo di ricerca mira ad approfondire le relazioni esistenti tra movimento e plasticità neuronale, tra esercizio fisico e miglioramento delle capacità cognitive.

I ricercatori dell’IBPM del CNR, infatti, hanno riconosciuto il valore scientifico della tecnica del Quadrato Motor Training, nonché la sua efficacia nella determinazione di cambiamenti positivi nelle performance cognitive.

Le tecniche di “motor training” hanno già avviato una vera e propria rivoluzione in ambito medico-scientifico e promettono miglioramenti per la qualità della vita dell’uomo. L’idea alla base di questi studi, in sintesi, è quella di imparare a migliorare le performance del cervello esattamente come si fa con il corpo, cioè tramite determinati schemi di movimento atti a migliorare gradualmente le potenzialità cognitive dell’uomo.

Le potenzialità delle tecniche di motor training stanno suscitando un fortissimo interesse nel mondo scientifico, soprattutto in vista della loro possibile applicazione nel campo delle patologie degenerative, come il morbo di Parkinson e il morbo di Alzheimer.

La famiglia di proteine sotto osservazione sarà quella delle neurotrofine del cervello, che determinano la sopravvivenza, lo sviluppo e la funzione dei neuroni. Le neurotrofine sono composte dalla proteina NGF (Nerve growth factor) che, coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso, indirizza e regola la crescita degli assoni dei neuroni, e dalla proteina BDNF (Brain-derived neurotrophic factor), che mantiene in vita i neuroni e ne regola la differenziazione.

La NGF e la BDNF hanno un ruolo fondamentale nei processi di memoria e di apprendimento: l’aumento della loro concentrazione può determinare un miglioramento di queste funzioni cerebrali. In un recente esperimento, un superiore livello di neurotrofine, ottenuto sottoponendo alcuni ratti colpiti da morbo di Alzheimer ad esercizi fisici, ha determinato un aumento delle capacità d’apprendimento spaziale dei piccoli animali.

Negli esseri umani la concentrazione di queste due proteine può essere identificata nella saliva, ed è proprio da questa che il team di ricerca cercherà di individuare eventuali variazioni di concentrazione di neurotrofine dopo le sedute di QMT.

Lo studio sarà condotto dalla dott.ssa Tal Dotan Ben-Soussan (Fondazione Paoletti), dalla dott.ssa Micaela Caserta (IBPM), dalla dott.ssa Loredana Verdone (IBPM) e dalla dott.ssa Sabrina Venditti (Dipartimento di biologia e biotecnologia dell’Università La Sapienza di Roma).

Un team di eccellenze tutto al femminile, dunque, che promette di dirci molto presto qualcosa in più sul funzionamento del nostro cervello e su come possiamo sfruttarne al meglio l’infinito potenziale.


Istituto di ricerca   |   Ricerca   |   Istituto di biologuia e patologia molecolari



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